N3 la sartoria digitale della Bassa aiuta colossi e Pmi a innovare: “Siamo partiti da uno scantinato”

Una sartoria digitale nata nove anni fa in 50 metri quadri a San Fiorano e ora diventata punto di riferimento a livello nazionale e non solo: questo è N3 – Hack for business, società di Codogno con sede in via Pandolfi fondata nel 2009 dalla volontà di quattro giovani allora ventiseienni della Bassa. Informatica, consulenza e innovazione digitale sono i grandi campi di intervento di N3, realtà che ora conta 15 dipendenti diretti a cui si aggiungono consulenti esterni per collaborare a vari progetti.

“Tutti freschi di studi ci siamo lanciati in questa esperienza nel 2009 – spiega Giosuè Cremonesi, fondatore di N3 insieme ad Andrea Novati, Manuele Ettore Suzzani e Danilo Pezzi -. Siamo partiti da una cantina smanettando con i nostri pc, qualcosa che facevamo sin da piccoli a sei anni, applicandovi però maggiori competenze”.

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Non una start up, ma un progetto concreto, sia nelle intenzioni sia nel lavoro di tutti i giorni. “Quando siamo nati volevamo arrivare a questo, da uno scantinato ad un’azienda vera e propria – prosegue Cremonesi –. Di strada ovviamente ne abbiamo ancora molta da fare, ma non abbiamo affrettato i tempi e non lo faremo neanche in futuro. Abbiamo camminato sempre con le nostre gambe. Non accettiamo tutti i progetti solo per scopo di avere un guadagno, ma interveniamo dove sappiamo di poter apportare veramente del miglioramento, che sia un software o un’applicazione”.

Un team giovane, quasi tutti under 35, che si è fatto largo nel mondo della digitalizzazione e dell’informatica migliorandosi giorno dopo giorno. “Siamo un’accademia  – ironizza Cremonesi -. Il nostro lavoro ci porta ad interfacciarci con numerosi clienti ma anche a continuare a studiare e migliorarci perché il mondo tecnologico è in costante evoluzione e ciò che si impara un anno dopo è ormai obsoleto”.

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E tra i clienti di N3 troviamo realtà locali e non solo: si passa infatti dal Caseificio Croce della vicina Casalpusterlengo a colossi come Sky, Vodafone, Microsoft e Unicredit. “La digitalizzazione può essere applicata a ogni settore, a nostro avviso – chiarisce Cremonesi -. Con un’azienda, per fare un solo esempio, abbiamo iniziato a collaborare per  intervenire su un piccolo dettaglio, mentre ora veniamo chiamati in ogni momento per migliorare sempre di più il loro prodotto”.

N3 non lavora sul prodotto finito, ma sui processi legati in particolare alla comunicazione: “Non ci occupiamo di ciò che viene venduto, ma del metodo di comunicazione verso i clienti – aggiunge Cremonesi –. Per noi, piccola o grande realtà, la sostanza e il metodo di lavoro non cambiano: vogliamo risolvere i progetti proposti sempre con il medesimo approccio, non c’è differenza tra i clienti”.

L’idea – I nerd promuoveranno il territorio: piano su turismo e gastronomia

Il 2019 sarà un anno fondamentale per N3. Un giro di boa che porterà a nuovi sviluppi per l’azienda nata nella Bassa lodigiana dal genio di quattro giovani appassionati di informatica e digitalizzazione. E proprio su quella Bassa che ha dato loro i natali, Cremonesi, Suzzani, Pezzi e Novati vogliono puntare a partire dai prossimi mesi. Come? Promuovendo il territorio. Il momento di svelare i dettagli è ancora lontano, ma in N3 non si può che respirare un’aria di rinnovamento e fiducia per quanto si sta approntando.

“Ci sarà più di una novità – commenta Cremonesi -. Dopo un gran girovagare in diversi territori, vogliamo valorizzare e concentraci sulla nostra Bassa. Il territorio ha numerose potenzialità e peculiarità, ciò che vogliamo fare noi è promuoverlo, dal turismo alla gastronomia. Ci vogliamo mettere a raccontare in prima persona la Bassa”.

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di Nicola Agosti – tratto da Il Giorno 

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